Il Messaggio della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina dedicato al concorso “Scrivere il Teatro”

Il Messaggio  della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina dedicato al concorso “Scrivere il Teatro” indetto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e dal Centro italiano ITI, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro 2020.

Giornata Mondiale del Teatro 2020: premiazione del concorso “Scrivere il Teatro”

Premiazione del concorso nazionale per studenti “SCRIVERE IL TEATRO” indetto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e dal Centro italiano ITI, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro 2020

Dal 2016 il Ministero dell’Istruzione e il Centro italiano dell’ITI International Theatre Institute / UNESCO hanno indetto il Concorso nazionale Scrivere il Teatro, per festeggiare in modo creativo, insieme agli studenti di tutta Italia, la Giornata Mondiale del Teatro che si celebra il 27 marzo.
L’opera vincitrice viene messa in scena dagli stessi studenti autori del testo, coadiuvati da esperti di teatro professionisti, in una residenza artistica full immersion di 10 giorni; per ogni opera segnalata viene creato dagli studenti, insieme ad esperti di teatro, un estratto scenico della durata di 10’.
Quest’anno l’emergenza Covid-19 ha impedito la normale realizzazione della fase finale del progetto nel mese di marzo, in cui era prevista la residenza artistica a Cinigiano (GR) e il debutto al Teatro Eliseo di Roma la mattina del 27 marzo. Tutto è stato rimandato all’apertura della scuola a settembre, e – siccome per sicurezza si sono evitati i viaggi degli studenti – Caltagirone è diventata la capitale della Giornata Mondiale del Teatro per il 2020.
A Caltagirone è avvenuto il processo di creazione di “DiscriminatiAnonimi.it”, il testo vincitore 2020, scritto dai ragazzi della III B del Liceo Secusio di Caltagirone, e al Cine Teatro Politeama debutterà lo spettacolo, che successivamente sarà trasmesso in differita streaming a tutte le scuole italiane. Gli studenti saranno premiati dai loro colleghi dell’Istituto Majorana di Rossano (CS), vincitori dell’edizione 2019.
Il debutto e la premiazione concluderanno la cerimonia prevista per la Giornata Mondiale del Teatro, che virtualmente quest’anno viene spostata al 9 ottobre: si apre con il messaggio del drammaturgo pakistano Shahid Mahmood Nadeem, e a seguire i frammenti scenici dei testi segnalati, letti da un’attrice o mostrati in video, con le premiazioni in diretta streaming con il Liceo Pontormo di Empoli (FI), la Scuola Media Balabanoff Roma, la Scuola Elementare di San Marcello (AN).

L’iniziativa è sul sito del Miur https://www.miur.gov.it/web/guest/teatro-e-didattica

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è unnamed-1.jpg

Giornata Internazionale della Danza 2020: il Messaggio di Gregory Vuyani Maqoma, Sud Africa

Gregory Maqoma credit Alon SkuyCredit Foto Alon Skuy

Danzatore, attore, coreografo e insegnante di danza

Durante un’intervista che ho fatto di recente ho dovuto  pensare in maniera approfondita a che cosa sia la danza:che cosa significa per me? Nella risposta ho dovuto pensare al mio viaggio e mi sono reso conto che tutto è legato ad uno scopo e che ogni giorno presenta una nuova sfida da affrontare: è attraverso la danza che cerco di dare un senso al mondo.

Stiamo attraversando tragedie inimmaginabili, in un tempo che si potrebbe meglio definire come era postumana. Ora più che mai dobbiamo danzare con uno scopo, per ricordare al mondo che l’umanità esiste ancora.

Volontà ed empatia devono prevalere su anni e anni di un panorama virtuale innegabile di dissoluzione, che ha generato una catarsi del dolore universale, per superare la tristezza, la dura realtà che continua a pervadere la vita di fronte alla morte, al rifiuto, alla povertà. La nostra danza deve ora più che mai dare un segnale forte, ai leader del mondo e a coloro che hanno il compito di salvaguardare e migliorare le condizioni umane, il segnale che siamo un esercito di pensatori furiosi, e che il nostro scopo è cambiare il mondo un passo alla volta. La danza è libertà, e attraverso la nostra libertà trovata, dobbiamo liberare gli altri dalle trappole che si affrontano in ogni angolo del mondo. La danza non è politica, ma diventa politica perché porta nelle sue fibre la connessione umana e per questo risponde alle circostanze, nel suo tentativo di restituire dignità umana.

Mentre danziamo con i nostri corpi, saltando nello spazio, mischiandoci, diventiamo una forza in movimento che intreccia i cuori, tocca le anime e guarisce, una forza che è disperatamente necessaria. E la determinazione diventa un’idra con un’unica testa, invincibile e indivisibile.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno ora è danzare ancora di più !!!!

(Traduzione italiana a cura di Roberta Quarta per il Centro Italiano dell’International Theatre Institute)

Biografia Gregory Vuyani Maqoma

Giornata Mondiale del Teatro 2020: il Messaggio di Shahid Nadeem, Pakistan

wtd2020

Il Teatro è un Tempio

Alla fine di uno spettacolo del Teatro Ajoka (1) sul poeta sufi Bulleh Shah (2), un uomo anziano, accompagnato da un giovane, si avvicinò all’attore che aveva interpretato il ruolo del grande Sufi (3) e gli disse: “Mio nipote non sta bene, per favore, lo benedica”. L’attore rimase sorpreso e gli rispose: “Non sono Bulleh Shah, sono solo un attore che interpreta questo ruolo”.  L’uomo anziano gli disse: “Figlio mio, tu non sei un attore, sei una reincarnazione di Bulleh Shah, il suo Avatar (4)”. Improvvisamente si dischiuse davanti a noi un concetto completamente nuovo di teatro, in cui l’attore diventa la reincarnazione del personaggio che sta interpretando. Esplorare storie come quella di Bulleh Shah, e ce ne sono tante in tutte le culture, può diventare un ponte tra noi, persone di teatro, e un pubblico inconsapevole ma entusiasta. Quando siamo sul palcoscenico, a volte veniamo assorbiti dalla nostra filosofia di teatro, dal nostro ruolo di precursori del cambiamento sociale e ci dimentichiamo di gran parte delle masse. Nel nostro impegno con le sfide del presente, ci priviamo della possibilità di un’esperienza spirituale profondamente toccante che il teatro può offrire. Nel mondo di oggi in cui l’intolleranza, l’odio e la violenza aumentano sempre di più, e in cui il nostro pianeta sta precipitando nella catastrofe climatica, abbiamo bisogno di recuperare la nostra forza spirituale. Abbiamo bisogno di combattere l’apatia, l’indolenza, il pessimismo, l’avidità e il disprezzo per il mondo in cui viviamo, per il pianeta in cui viviamo. Il teatro ha un ruolo, un ruolo nobile, nel dare energia e spingere l’umanità a resistere alla sua caduta nell’abisso.  Il teatro può trasformare il palcoscenico, lo spazio dello spettacolo, rendendolo qualcosa di sacro. Nell’Asia del sud, gli artisti toccano con riverenza le assi del palcoscenico prima di salirvi sopra, secondo un’antica tradizione che risale a un tempo in cui lo spirituale e il culturale si intrecciavano. È tempo di riguadagnare questa relazione simbiotica tra l’artista e il pubblico, tra il passato e il futuro. Fare teatro può essere un atto sacro e gli attori possono davvero diventare gli avatar dei ruoli che interpretano. Il teatro ha il potenziale per diventare un tempio e il tempio uno spazio dello spettacolo.

Note:
(1) Teatro Ajoka: fondato nel 1984. In punjabi  la parola Ajoka significa “contemporaneo”. Il suo repertorio comprende spettacoli sulla tolleranza religiosa, la pace, la violenza di genere, i diritti umani.
(2) Sufismo: la tradizione mistica islamica, la poesia sufi, per lo più in musica, esprime l’unione mistica attraverso le metafore dell’amore profano.
(3) Bulleh Shah (1680-1757): un importante poeta sufi punjabi,la cui opera tratta argomenti filosofici complessi con un linguaggio semplice. Fortemente critico dell’ortodossia religiosa fu accusato di eresia e gli fu negata la sepoltura nel cimitero della sua città. Popolare oltre le contrapposizioni religiose.
(4) Avatar: secondo la cultura indù reincarnazione o manifestazione sulla terra di un maestro divino.

(Traduzione italiana a cura di Roberta Quarta per il Centro Italiano dell’International Theatre Institute)

Biografia di Shahid Nadeem

Bando di Concorso nazionale “Scrivere il Teatro” / Giornata mondiale del Teatro 2020

Art. 1
(Finalità)

All’interno delle attività inerenti la celebrazione della Giornata Mondiale del Teatro 2020, organizzata dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione, di seguito MIUR, in collaborazione con il Centro italiano dell’International Theatre Institute – UNESCO, di seguito ITI, si invitano gli studenti delle scuole statali pubbliche di ogni ordine e grado a mettersi alla prova in qualità di drammaturghi, presentando una drammaturgia originale che riguardi i temi caratterizzanti le attività dell’ITI, con particolare riferimento ai diritti umani ed al disagio giovanile.

Art. 2
(Destinatari)

Potranno partecipare al concorso gli studenti in forma individuale, in gruppo o divisi per classi, delle scuole statali pubbliche di ogni ordine e grado.

Art. 3
(Tipologia di elaborati ammessi al concorso)

Ciascun autore o gruppo autoriale potrà partecipare al concorso presentando una sola opera, della durata massima di 15 minuti. Le opere dovranno essere originali e non devono essere state né precedentemente prodotte né rappresentate. I materiali dovranno essere inviati come indicato nel successivo art. 4 del presente bando in formato PDF non modificabile.
Ogni opera candidata dovrà obbligatoriamente essere accompagnata da:
       a) i riferimenti e i contatti dell’autore o degli autori;
       b) i riferimenti e i contatti dell’Istituto scolastico di appartenenza;
       c) una dichiarazione in cui l’autore, ovvero gli autori, autorizza l’utilizzazione gratuita del testo.

Art. 4
(Iscrizione e termine di presentazione degli elaborati)

Gli elaborati dovranno essere inviati per mezzo di posta elettronica esclusivamente al seguente indirizzo e-mail: iti.italiancentre@gmail.com.
Il termine ultimo per l’invio dei lavori sono le ore 23,59 del 14 dicembre 2019.

Art. 5
(Commissione Esaminatrice)

Sarà istituita una specifica Commissione composta da rappresentanti del Directorate General dell’International Theatre Institute di Parigi, del Centro Italiano dell’ITI e del MIUR, con il compito di selezionare i progetti ritenuti di valore educativo e che esprimano particolare creatività. Il giudizio della Commissione è insindacabile.

Art. 6
(Valutazione e Premiazione)

La Commissione darà particolare rilevanza ai lavori che svilupperanno il progetto in modo innovativo e creativo.
E’ prevista un’opera vincitrice assoluta e tre opere segnalate, una per ciascun grado di istruzione.

L’opera vincitrice assoluta sarà messa in scena dagli stessi studenti autori della drammaturgia, che saranno coadiuvati da esperti di teatro professionisti.
La messa in scena avrà luogo in quattro fasi:
a) incontro preliminare con gli studenti autori e i rappresentanti del MIUR e ITI presso l’Istituzione scolastica;
b) incontri di laboratorio presso l’Istituzione scolastica;
c) residenza artistica full immersion di 8 giorni in una località che sarà indicata con successiva comunicazione;
c) un giorno di prove e uno per la prima rappresentazione in un teatro di Roma o di altra importante città italiana;
d) una replica nella città di provenienza.
Gli studenti che prenderanno parte alla messa in scena dovranno obbligatoriamente inviare, prima della residenza artistica, la liberatoria per il trattamento delle foto e delle riprese video connesse al progetto, pena l’esclusione.

Le opere segnalate verranno messe in scena dagli stessi studenti autori delle drammaturgie, attraverso un estratto dell’opera stessa della durata massima di 10 minuti. La scelta dell’estratto dell’opera e la modalità della presentazione saranno elaborate con esperti di teatro professionisti, che coadiuveranno la messa in scena presso l’Istituto di appartenenza.
Sia l’opera vincitrice che le opere selezionate saranno presentate durante la celebrazione della Giornata Mondiale del Teatro 2020.
Per tutte le informazioni di natura tecnica è possibile scrivere al seguente indirizzo e-mail: iti.italiancentre@gmail.com.

Art. 7
(Diffusione dei lavori)

Tutti gli elaborati presentati non verranno restituiti e restano di proprietà esclusiva del MIUR e di ITI.
L’opera teatrale tratta dal testo vincitore assoluto è prodotta dal MIUR e dall’ITI e resta di proprietà di questi Enti e non potrà essere replicata senza previa autorizzazione di entrambi.
Le foto e i video tratti dalla rappresentazione del testo vincitore assoluto sono prodotti dal MIUR e dall’ITI e restano di proprietà di questi Enti e non potranno essere usati senza previa autorizzazione di entrambi.

Art. 8
(Trattamento dei dati personali)

Ai sensi dell’art. 13, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante: “Codice in materia dei dati personali” e successive integrazioni e modificazioni, i dati personali forniti dai candidati saranno registrati e trattati esclusivamente per le finalità di gestione della presente procedura concorsuale.

Art. 9
(Accettazione del regolamento)

La partecipazione al concorso è considerata quale accettazione integrale del presente bando.

Bando Scrivere il Teatro 2019-20

TerrEmoticon

TerrEmoticon 30-10-19.jpgMercoledì 30 ottobre il Cinema Teatro Moderno di Rieti ospiterà la giornata conclusiva del Progetto TerrEmoticon – Laboratorio creativo di Cinema e Teatro, realizzato grazie a Cinema Per la Scuola di MIUR e MIBACT con il coordinamento dell’Istituto Alberghiero “Costaggini” di Rieti e la direzione artistica del Centro italiano dell’International Theatre Institute dell’Unesco e di Officina Visioni.

La mattinata si chiuderà con la proiezione del film documentario diretto da Paolo Pisanelli che conclude un lungo percorso di laboratori e lavoro creativo con gli studenti e le studentesse di Norcia e di Rieti che da WhatsApp è approdato negli anni prima al teatro e, infine, al cinema.

Il Progetto TerrEmoticon prende idealmente il via, infatti, nel 2017 dopo la vittoria del concorso Scrivere il teatro degli studenti dell’Istituto De Gasperi – Battaglia di Norcia. Promosso dal MIUR e dal Centro italiano dell’Iti, in collaborazione con l’Istituto Alberghiero “Costaggini” di Rieti, il concorso nasce per favorire la promozione della cultura teatrale nelle giovani generazioni e per celebrare in maniera creativa la Giornata Mondiale del Teatro, istituita dall’ITI nel 1962, che si tiene il 27 marzo. I ragazzi e le ragazze di Norcia vinsero grazie al testo “Ma c’è un emoticon per il terremoto?”, scritto utilizzando i messaggi whatsapp dei drammatici momenti del sisma del 30 ottobre 2016, ha portato sulla pagina e in scena frammenti di vita vera, commovendo giuria e spettatori.

“Da quel testo è nata l’avventura umana e artistica che ci ha portato fino ad oggi: la creazione di uno spettacolo teatrale, un frammento di TV che apre una trasmissione in prima serata RAI1, l’avvio della produzione di un film documentario”, racconta Giorgio Zorcù di Accademia Mutamenti. “Infatti fin dall’inizio abbiamo chiesto a Paolo Pisanelli di accompagnarci con la sua videocamera; si è creato così un grande archivio di immagini e idee condivise tra un gruppo di artisti e i giovanissimi studenti. E il desiderio di condividere l’esperienza – attraverso il Cinema e il Teatro – con altri gruppi di studenti in un grande Laboratorio creativo”.

Il Progetto TerrEmoticon realizzato all’Istituto “Costaggini” di Rieti da marzo a giugno di quest’anno ha voluto ripercorrere simbolicamente il vissuto dei ragazzi di Norcia insieme a quello dei loro coetanei di Rieti, fornendo loro una serie di strumenti ulteriori per l’acquisizione di una grammatica per esprimere se stessi e per facilitarli nella rielaborazione del loro racconto. Il progetto ha previsto lunghi periodi di lavoro full immersion, incastonati negli spazi quotidiani della scuola, scardinando abitudini e orari di docenti, studenti e segreterie. Due gruppi di studenti hanno seguito in parallelo laboratori di Teatro e Cinema, e – come in una bottega rinascimentale – hanno approfondito conoscenze artistiche e tecniche creando insieme agli artisti performance, video, invasioni creative nel teatro della città, la condivisione del processo produttivo di un film, la realizzazione di un evento nel centro di Norcia insieme agli studenti autori del testo originario. “Tutto questo per riaffermare come l’arte possa essere strumento potente di elaborazione collettiva di memorie, e di come da un evento drammatico i giovani possano far nascere nuove esperienze, relazioni e idee”, prosegue Zorcù. “E oggi a Rieti, con la presentazione del film documentario TerrEmoticon che testimonia un lavoro creativo durato tre anni, si apre una nuova epoca di condivisione con tanti altri studenti, grazie alla forza di diffusione del cinema”.

La giornata prenderà il via alle 10:30 con i saluti di Alessandra Onofri (Dirigente Istituto Costaggini Rieti), Fabio Tolledi (Presidente I.T.I. Italia, Vicepresidente I.T.I. Worldwide, Responsabile scientifico del progetto TerrEmoticon e direttore artistico della compagnia Astragali Teatro) e delle varie autorità presenti. A seguire un videoclip che racconta i laboratori di cinema e teatro svolti in questi mesi e le testimonianze di Giorgio Zorcù e Sara Donzelli (coordinatori del laboratorio di acting, narrazione e creazione teatrale), della professoressa Rosa Maria Marini con gli studenti dell’Istituto De Gasperi Battaglia di Norcia, autori del testo “Ma c’è un emoticon per il terremoto?”, degli studenti dell’Istituto Costaggini partecipanti al Laboratorio di Teatro e Cinema. Il regista Paolo Pisanelli, infine, presenterà il film documentario che sarà proiettato in anteprima.

In Italia le celebrazioni della Giornata Mondiale del Teatro 2019

Mercoledì 27 marzo si celebra la Giornata Mondiale del Teatro, istituita dall’International Theatre Institute dell’UNESCO. Dal 1962, ogni anno, nei teatri e nelle realtà culturali che sostengono e aderiscono all’iniziativa, risuona un unico Messaggio, affidato a una personalità della cultura mondiale per testimoniare le riflessioni vive sul tema del Teatro e della Cultura della Pace. Dopo, tra gli altri, Jean Cocteau, Arthur Miller, Laurence Olivier, Jean-Louis Barraul, Peter Brook, Dimitri Chostakovitch, Maurice Béjart, Luchino Visconti, Richard Burton, Ellen Stewart, Eugène Ionesco, Umberto Orsini, VaclavHavel, Ariane Mnouchkine, Augusto Boal, John Malkovich, i Premi Nobel Miguel Angel Asturias, Dario Fo, Pablo Neruda, WoleSoyinka, quest’anno il messaggio è firmato dal cubano Carlos Celdràn. Classe 1963, il pluripremiato regista teatrale, drammaturgo, accademico e professore che vive e lavora a L’Avana e ha portato i suoi spettacoli in tutto il mondo, sarà in Italia per tre appuntamenti tra Pesaro e Roma.

La Cerimonia ufficiale internazionale della Giornata mondiale del Teatro sarà ospitata, infatti, martedì 26 marzo dalla Casa Circondariale di Villa Fastiggi a Pesaro. Quest’anno l’ITI ha scelto di abbandonare l’ufficialità della grande cerimonia UNESCO a Parigi per unirsi ai detenuti e alle detenute e agli operatori teatrali che svolgono questo lavoro importantissimo nelle carceri attraverso il teatro. Un evento particolarmente rilevante che rientra anche nelle iniziative della sesta edizione della Giornata Nazionale del Teatro in Carcere, che si tiene dal 2014 (proprio in concomitanza con la Giornata mondiale del Teatro), promossa dal Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere, costituito da cinquanta esperienze teatrali diffuse su tutto il territorio italiano, con il sostegno del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, realizzata in partnership con ITI – UNESCO e il suo Centro italianoAssociazione Nazionale dei Critici di Teatro, la rivista europea “Catarsi-teatri delle diversità”, Teatro Aenigma  all’Università di Urbino. Dalle 10 nella sala teatrale della casa circondariale interverranno oltre a Carlos Celdràn anche Tobias Biancone (direttore generale dell’ITI – UNESCO), Fabio Tolledi (Presidente del Centro Italiano e vice presidente della rete mondiale dell’ITI – UNESCO), Vito Minoia (Presidente dell’ AITU/IUTA – International University Theatre Association e del Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere), Armanda Rossi (direttrice del carcere di Pesaro), Autorità del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Rosella Persi (docente di Pedagogia dell’Università di Urbino Carlo Bo), Antonio Rosa (docente dell’istituto Galileo Galilei di Pesaro),  l’attrice Roberta Quarta, che leggerà la traduzione italiana del Messaggio di Carlos Celdràn, il Frate francescano Stefano Luca,  che presenterà il documentario Undhurilay / see me / guardami sull’esperienza di Teatro Sociale condotta in Libano nel 2018 con adolescenti rifugiati siriani.

Mercoledì 27 marzo la giornata prenderà il via alle 10 al Teatro Vascello di Roma con la premiazione dei testi vincitori di Scrivere il teatro. Il concorso, indetto per il quarto anno consecutivo dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca – Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione, dal Centro italiano dell’ITI, presieduto dal regista e direttore artistico di Astragali Teatro Fabio Tolledi (vicepresidente della rete mondiale dell’ITI),  in collaborazione con Istituto Alberghiero Costaggini di Rieti, Accademia Mutamenti, Teatro Vascello, Comune di Cinigiano e Regione Toscana, è nato per richiamare l’attenzione delle scuole sul teatro come forma artistica di elevato valore sociale e educativo, invitando gli studenti a misurarsi con la drammaturgia e la scrittura scenica. Studenti di Primarie, Medie e Superiori di tutta Italia sono stati invitati a mettersi alla prova, in qualità di drammaturghi, presentando un testo della durata massima di dodici minuti. Tra i testi raccolti la giuria ha proclamato il vincitore e i testi “segnalati”. Il premio è stato assegnato ai ragazzi e alle ragazze dell’Istituto Alberghiero “Ettore Majorana” di Rossano, in provincia di Cosenza. Dopo una residenza artistica curata da Accademia Amiata Mutamenti di Giorgio Zorcù Sara Donzelli che si è tenuta a Cinigiano, in provincia di Grosseto, il testo “Ti ho trovato!”, delicata storia di un ragazzo che ha perso la madre e che è vittima di incomprensioni da parte del padre e di alcuni bulli della scuola, sarà messo in scena sul palco del Vascello. La giuria ha inoltre segnalato i testi “Chi trova un amico trova un diritto” (Scuola Primaria “Alessandro Manzoni” di Parabiago, Milano), “Noi, dal loro punto di vista” (Scuola secondaria di primo grado “Giuseppe Bagnera” di Roma), “Levante” (Scuola secondaria di secondo grado I.I.S. “Giacomo Leopardi” di San Benedetto del Tronto). La presentazione della mattinata che ospiterà alche Carlos CeldrànTobias BianconeFabio Tolledi e il dirigente del Miur Giuseppe Pierro, sarà a cura di Laura Palmieri, giornalista e conduttrice della trasmissione “Il Teatro” di Rai Radio3.

In serata, dalle 20:30, sempre al Teatro Vascello, prima dello spettacolo Abitare la battaglia diretto da Pierpaolo Sepe, interverranno Fabio Tolledi, Tobias Biancone e Carlos Celdràn che leggerà il Messaggio.

 

 

Giornata Mondiale del Teatro 2019: il Messaggio di Carlos Celdrán

CarlosCeldran photo

Prima del mio risveglio al teatro, i miei insegnanti erano già là. Avevano costruito le loro case e il loro approccio poetico sui resti delle loro vite. Molti di loro sono sconosciuti, o sono a malapena ricordati: hanno lavorato nel silenzio, nell’umiltà delle loro sale prove e nei loro teatri pieni di spettatori e, lentamente, dopo anni di lavoro e risultati straordinari, sono gradualmente andati via da questi luoghi e poi scomparsi. Quando ho capito che il mio destino personale sarebbe stato quello di seguire i loro passi, ho anche capito che avevo ereditato quell’affascinante, unica tradizione di vivere nel presente senza alcuna aspettativa, se non quella di raggiungere la trasparenza di un momento irripetibile; un momento di incontro con un altro nel buio di un teatro, senza ulteriore protezione se non la verità di un gesto, di una parola rivelatrice.

La mia patria teatrale si trova in quei momenti di incontro con gli spettatori che arrivano nel nostro teatro sera dopo sera dagli angoli più disparati della mia città, per accompagnarci e condividere alcune ore, pochi minuti. La mia vita è fatta di questi momenti unici, in cui smetto di essere me stesso, di soffrire per me stesso, e rinasco e capisco il significato della professione teatrale: vivere istanti di pura, effimera verità, dove sappiamo che ciò che diciamo e facciamo, lì sotto le luci del palcoscenico, è vero e riflette la parte più profonda, più personale di noi stessi. Il mio paese teatrale, mio e dei miei attori, è un paese intessuto di questi momenti, in cui mettiamo da parte le maschere, la retorica, la paura di essere ciò che siamo, e  uniamo le nostre mani nel buio.

La tradizione teatrale è orizzontale. Non c’è nessuno che possa affermare che il teatro esista in un qualsiasi luogo del mondo, in  una qualsiasi città o edificio privilegiato. Il teatro, così come l’ho recepito, si diffonde attraverso una geografia invisibile che fonde le vite di chi lo compie e il mestiere teatrale in un unico gesto unificante. Tutti i maestri del teatro scompaiono con i loro momenti di irripetibile lucidità e bellezza; svaniscono tutti allo stesso modo, senza alcuna altra trascendenza che li protegga e li renda noti. I maestri del teatro lo sanno, nessun riconoscimento è valido di fronte a quella certezza che è la radice del nostro lavoro: creare momenti di verità, di ambiguità, di forza, di libertà nel mezzo della grande precarietà. Nulla sopravvive, se non i dati o le registrazioni dei loro lavori, in video e in foto, che cattureranno solo una pallida idea di ciò che hanno fatto. Tuttavia, quello che mancherà sempre in quelle registrazioni è la risposta silenziosa del pubblico che capisce in un istante che ciò che accade non può essere tradotto o trovato all’esterno, che la verità condivisa è un’esperienza di vita, per qualche secondo, anche più diafana della vita stessa. Quando ho capito che il teatro era un paese in sé, un grande  territorio che copre il mondo intero, è sorta in me una determinazione, che è stata anche il compimento di una libertà: non devi andare lontano o spostarti da dove sei, non devi correre o muoverti. Il pubblico c’è ovunque tu esisti. I colleghi di cui hai bisogno sono là al tuo fianco. Là, fuori da casa tua, c’è la realtà quotidiana opaca e impenetrabile. Lavorerai, quindi, da quell’apparente immobilità per progettare il più grande viaggio di tutti, per ripetere l’Odissea, il viaggio degli Argonauti: sei un viaggiatore immobile che non cessa mai di accelerare la densità e la rigidità del tuo mondo reale. Il tuo viaggio è verso l’istante, il momento, verso l’incontro irripetibile con i tuoi simili. Il tuo viaggio è verso di loro, verso il loro cuore, la loro soggettività. Tu viaggi dentro di loro, nelle loro emozioni, nei loro ricordi che risvegli e metti in moto. Il tuo viaggio è vertiginoso e nessuno può misurarlo o metterlo a tacere. Né qualcuno può riconoscerlo nella giusta misura. E’ un viaggio attraverso l’immaginazione della tua gente, un seme che viene seminato nelle terre più remote: la coscienza civica, etica e umana dei tuoi spettatori. Perciò, non mi muovo, rimango a casa, con i miei cari, in una quiete apparente, lavorando giorno e notte, perché ho il segreto della velocità.

Carlos Celdrán

Traduzione di Roberta Quarta_Centro Italiano ITI

Messaggio e Bio Carlos Celdrán